Il progresso del Regno d’Italia nell’età giolittiana

scritto da Maurizio Lodi

In un foglio datato 14 novembre 1907 si legge: “Vidi l’Italia misera e serva: ora muoio vedendola assisa sopra un trono splendido di luce e di gloria”. È il testamento di Antonio di Rudinì. Ed è un bel complimento a Giolitti: è lui che in questi anni ha preso per mano l’Italia e l’ha accompagnata al confortevole trono.

Nella foto: Arrivo delle LL. MM. a Genova per l’inaugurazione dell’Esposizione di Igiene Marinara e delle Colonie 1914. ©MaurizioLodi

Nella foto: Arrivo delle LL. MM. a Genova per l’inaugurazione dell’Esposizione di Igiene Marinara e delle Colonie 1914. ©MaurizioLodi

Certi storici asseriscono che nell’età di Giolitti lo sviluppo economico è in Italia più accelerato che in qualsiasi altro paese d’Europa. La produzione industriale sta aumentando dell’87% (un valore calcolato nel lungo arco 1901-1913) mentre le Nazioni che ci circondano marciano sulla media assai più bassa del 56%. Certo vi sono gli scioperi tesi a chiedere che i benefici di questo miracolo economico abbiano una più equa distribuzione. E si contano anche le repressioni tese a bloccare o almeno a rallentare il cammino delle classi più disagiate verso quell’equa distribuzione. La tendenza della borghesia vale a dire del ceto dominante è di dimenticare questi incidenti e di celebrare il momento felice soprattutto organizzando trionfali esposizioni.

Nella foto: LL.MM. all’Esposizione Universale di Milano 1906. ©MaurizioLodi

l

Manifesti d’epoca e nella foto: arrivo delle LL. MM. a Genova per l’inaugurazione dell’Esposizione di Igiene Marinara e delle Colonie 1914. ©MaurizioLodi

Il migliore esempio è stato dato da Milano nel 1906 con la sua Esposizione Universale. I padiglioni avevano lo stile di altari sui quali la tecnica glorificava i propri prodotti. La timida minaccia di uno sciopero degli 800 guardiani fu subito quietata con un aumento giornaliero di cinque soldi. Perfino un incendio riuscì a contribuire alla perfezione della manifestazione: la rapidità con la quale i padiglioni bruciacchiati furono rimessi a nuovo fu una dimostrazione dell’efficienza e della capacità dell’Italia agli occhi dei visitatori stranieri.

Nella foto: LL.MM. alla Sesta Esposizione Internazionale “Città di Venezia” Venezia 1905. ©MaurizioLodi

Nelle foto da sinistra a destra: S.M. il Re alla Mostra dell’Esposizione Torricelliana Faenza 1908; LL.MM. all’Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro Torino 1911 (bellissima sta foto con cornice fotografica Liberty); LL.MM. all’Esposizione Turistica Veneta Padova 1907. ©MaurizioLodi

Nell’età giolittiana è tutto un fiorire di esposizioni che vogliono ripetere il successo di Milano: a Venezia a Padova a Parma a Firenze a La Spezia a Perugia ed in decine d’altre città d’Italia. A volte come a Perugia il pretesto è mostrare opere d’arte altre volte come a La Spezia è il varo d’una nave, ma più spesso lo scopo dichiarato è il mettere in vetrina le belle e buone cose dell’industria e dell’artigianato italiani. L’esposizione di prodotti le mostre d’arte i vari di navi sono di regola accompagnati da addobbi artistici illuminazioni fantastiche divertimenti popolari e concorsi sportivi dove si esibiscono ginnasti associati in circoli dai nomi beneauguranti come la “Virtus” di Bologna la “Forza e Speranza” di Novara la “Fratellanza”  di Modena. Per gli imprenditori c’è di che veder rosa.

Nella foto: LL.MM. inaugurano il Padiglione di Belle Arti a Valle Giulia Roma 1911. ©MaurizioLodi

Nella foto: S.M. il R all’Esposizione Agricola Catania 1907. ©MaurizioLodi

 

Tanto più che in questi anni un gran nome del movimento operaio Leonida Bissolati ha detto che il socialismo in fondo “è un rampollo sano e forte di una madre gagliarda: la borghesia

111

Nella foto: Il re e la regina, insieme a Giolitti, all’inaugurazione dell’esposizione turistica veneta a Padova il 16 Giugno del 1907.

© Maurizio Lodi – Riproduzione riservata

Documento senza titolo Documento senza titolo

Seguici


Collaborazioni







Salva